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l'intera Zona A e superare le barriere dei palazzi cittadini. Il palinsesto offriva
         i radiogiornali da Washington, le radiocronache delle partite di baseball e,
         soprattutto, una programmazione musicale ininterrotta di Jazz, Swing e i
         primissimi  vagiti  del  Rhythm  and  Blues,  generi  del  tutto  sconosciuti  o
         severamente banditi a Trieste fino a pochi anni prima.

             La  controparte  britannica  operava  invece  sotto  le  insegne  della  FBS
         (British Forces Station), interamente dedicata al contingente BETFOR. La
         stazione era insediata nel cuore dell'area urbana, all'interno degli edifici via
         Bellosguardo 8, Trieste rimanendo strettamente collegata dal punto di
         vista logistico alle installazioni di comando presenti nel Porto Vecchio. La
         FBS  trasmetteva  in  Onde  Medie  su  una  frequenza  adiacente  a  quella
         americana,  sfruttando  una  potenza  leggermente  inferiore,  tarata  sui  500
         Watt, ma ampiamente sufficiente a garantire un segnale nitido e stabile in
         tutta  la  città.  Il  palinsesto,  marcatamente  istituzionale  e  specchio
         dell'identità d'oltremanica, proponeva i notiziari speciali della BBC rilanciati
         direttamente  da  Londra,  programmi  di  musica  sinfonica,  trasmissioni  di
         musica  leggera  tradizionale  e  le  attesissime  radiocronache  in  diretta  del
         campionato  di  calcio  inglese,  pensate  per  i  reparti  scozzesi  e  inglesi  che
         pattugliavano quotidianamente le vie di Trieste.

             Per i radioamatori locali dell'ARAT e del Gruppo Radianti, confinati dalle
         leggi marziali al solo ruolo di ascoltatori passivi (SWL), queste due potenti
         emittenti broadcast rappresentavano una presenza ambivalente. Da un lato
         costituivano una fonte costante di pesante QRM (interferenza) locale e di
         rumore di fondo che andava a disturbare l'ascolto dei deboli segnali a lunga
         distanza  provenienti  dagli  altri  continenti.  Dall'altro,  tuttavia,  si
         trasformarono in un'insostituibile risorsa tecnica sul campo: non potendo
         disporre di moderni generatori di segnali o di laboratori di taratura civili, gli
         OM  triestini  utilizzavano  proprio  le  portanti  fisse,  stabili  e  potentissime
         provenienti dagli studi di via Rossetti e di via Cumano come costanti punti di
         riferimento per calibrare i circuiti d'ingresso, testare la selettività delle medie
         frequenze e affinare la sintonia dei propri ricevitori militari modificati, come
         i preziosi e robusti BC-348.





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