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GMA.  I  membri  dell'ARAT  non  erano  semplici  hobbisti,  ma  un  corpo
         altamente  qualificato  di  tecnici  radiotelegrafisti,  ex  militari,  scienziati  e
         profondi  conoscitori  dell'elettronica.  Presentandosi  come  associazione
         indipendente del TLT, l'ARAT riuscì a far valere l'elenco dei radioamatori
         storici, gettando le basi legali per la fine dell'oscuramento civile.

         La logistica dell'ARAT: le riunioni nei locali pubblici della
         città

         Parallelamente alle attività della sezione ARI, anche la vita quotidiana dei
         membri dell'ARAT era segnata da una totale indipendenza logistica e da una
         propria  e  distinta  precarietà.  Per  marcare  in  modo  netto  la  propria
         autonomia giuridica nativa del TLT ed evitare qualsiasi sovrapposizione con
         il Gruppo Radianti, gli uomini dell'ARAT scelsero di non frequentare i ritrovi
         di  Viale  XX  Settembre  o  di  Piazza  Unità.  Il  sodalizio  guidato  dal  Major
         Carragher si riuniva stabilmente in un altro locale pubblico della città, un
         differente  punto  di  aggregazione  urbana  che  divenne  la  sede  itinerante  e
         informale  dell'associazione.  In  queste  sale  separate,  i  soci  dell'ARAT
         coordinavano le pratiche indipendenti da depositare presso gli uffici delle
         Telecomunicazioni del GMA e pianificavano le attività del proprio nucleo,
         uniti  dalla  medesima  e  viscerale  passione  per  la  radio  ma  fermi  nel
         mantenere  il  proprio  cammino  istituzionale  separato  fino  alla  storica
         unificazione del 1954.

         Il doppio nominativo MF2AA - I1AZS e la sede di Via Fabio
         Severo 62
         Il  Major  Carragher  coordinava  le  forze  di  sicurezza  alleate  dal  quartier
         generale operativo situato nella storica e imponente sede di via Fabio Severo
         62 a Trieste. Appassionato radioamatore, Carragher possedeva uno status
         radiantistico  unico  e  un  doppio  nominativo  di  eccezionale  rilievo
         storiografico:  operava  come  MF2AA,  l'indicativo  ufficiale  militare
         britannico  utilizzato  per  le  trasmissioni  dal  comando  d'occupazione,  ma
         deteneva anche il nominativo I1AZS, la licenza civile rilasciata per operare
         sul territorio giuliano. La presenza di un ufficiale britannico di così alto rango
         alla guida dell'ARAT garantiva all'associazione un canale di comunicazione
         diretto, privilegiato e quotidiano con l'Ufficio delle Telecomunicazioni del
         GMA.  Questa  vicinanza  pose  l'ARAT  su  un  piano  di  assoluta  legalità,

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