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Sotto l'occhio della Civil Police: auto-dichiarazioni, vincoli
         e perquisizioni
         Nonostante i tentativi diplomatici della dirigenza guidata da Walter Horn
         (I1MK) e il riconoscimento formale da parte del Ministero italiano, il clima
         che si respirava a Trieste tra il 1945 e il 1946 restava profondamente segnato
         dal sospetto. Il Governo Militare Alleato, ossessionato dalla sicurezza della
         Zona  A  e dal  rischio di  infiltrazioni  di  spie  o  sabotatori  da  oltre la  Linea
         Morgan, considerava i radioamatori civili con estrema diffidenza. Proprio in
         questo  periodo,  diversi  radioamatori  triestini  subirono  improvvise  e
         minuziose perquisizioni nelle proprie abitazioni da parte della Civil Police
         del  GMA  e  dei  reparti  di  sicurezza  alleati.  Per  cercare  di  regolarizzare  la
         propria  posizione  e  scongiurare  l'arresto  immediato,  i  radioamatori  che
         erano  ancora  in  possesso  di  vecchi  trasmettitori  civili  o  di  residuati
         d'anteguerra erano obbligati a presentare una dichiarazione scritta formale.
         In questa auto-dichiarazione si attestava sotto la propria responsabilità che
         le  apparecchiature  radio  erano  state  smontate  completamente  in  tutte  le
         singole  parti  componenti  e  che,  di  conseguenza,  la  stazione  non  era
         assolutamente in grado di trasmettere alcuna portante. Tuttavia, il clima di
         sospetto  era  tale  che  queste  auto-dichiarazioni  scritte  non  bastavano  a
         rassicurare  i  comandi  del  GMA:  le  abitazioni  dei  dichiaranti  subivano
         comunque perquisizioni a sorpresa per verificare che i pezzi denunciati come
         'sciolti' non fossero stati segretamente riassemblati per scopi clandestini.


         L'informazione ufficiale del GMA: la ricerca dei decreti su
         «Il Giornale Alleato»
         In  questo  clima  di  perenne  controllo,  ottenere  notizie  precise  sulla
         regolamentazione  delle  telecomunicazioni  era  un’impresa.  I  radioamatori
         della  Zona  A  compresero  presto  che  l'unico  modo  per  intercettare  i  rari
         spiragli burocratici o le nuove ordinanze del Governo Militare Alleato era
         monitorare  costantemente  le  pubblicazioni  della  stampa  ufficiale
         d'occupazione.  Il  punto  di  riferimento  divenne  «Il  Giornale  Alleato»,
         l'organo di stampa stampato e diffuso a Trieste dalle autorità del GMA dal
         giugno  1945.  Tra  le  sue  pagine,  accanto  ai  decreti  annonari  e  all'ordine
         pubblico, gli storici pionieri dell'ARAT cercavano febbrilmente i comunicati
         dell'Allied  Signals  Officer.  Sapevano  che  qualsiasi  allentamento  delle
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