Page 10 - Microsoft Word - Il_Grande_Silenzio_e_l_Alba_dell_Etere (4).docx
P. 10

La scomparsa dello "shack": valvole e quarzi occulti
         Mentre i documenti ufficiali diventavano cenere, nelle case dei radioamatori
         della  futura  Sezione  di  Trieste  iniziò  una  febbrile  e  silenziosa  attività
         notturna. Lo shack, lo spazio sacro della stazione, dovette sparire. Sotto la
         minaccia  dei  pattugliamenti  della  polizia  tedesca,  i  radianti  triestini
         iniziarono a smantellare i propri apparati. Le preziose valvole termioniche
         vennero avvolte in stracci di lana e nascoste nelle intercapedini dei doppi
         muri  delle  vecchie  case  austo-ungariche;  i  pesanti  trasformatori
         d'alimentazione furono calati nelle cantine più buie sotto cumuli di carbone;
         i delicati cristalli di quarzo vennero occultati nei vasi di fiori sui balconi o
         seppelliti nei giardini della periferia, da Servola a San Giovanni.

         I radiogoniometri della Wehrmacht e il caso "Molina"
         Nelle strade del centro di Trieste, da Piazza Oberdan fino ai vicoli di San
         Giacomo,  l'ansia  dei  civili  divenne  palpabile  con  la  comparsa  dei  temuti
         furgoni radiogoniometrici della Wehrmacht e dell'Abwehr. Mezzi camuffati
         da normali veicoli commerciali giravano lentamente per la città, sormontati
         da  grandi  antenne  a  telaio  rotante,  pronte  a  captare  anche  la  più  debole
         emissione di un oscillatore locale o di una trasmissione clandestina.
























         Fig.  1.1 – Trieste, 1944: un furgone della Wehrmacht equipaggiato con
         radiogoniometro pattuglia le vie cittadine. L'automezzo tedesco era utilizzato per
         intercettare le trasmissioni radio clandestine.
                                          10
   5   6   7   8   9   10   11   12   13   14   15