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CAPITOLO 1: Il Grande Silenzio (1943 – 1945)
         L’istituzione dell’Adriatisches Küstenland e il blackout radio per
         i civili
         L
               ’8 settembre 1943 la storia d’Italia si spezzò in due, e con essa l’etere
               nazionale. Per Trieste e le province orientali, quell’autunno non portò
               solo il caos del collasso militare regio, ma un destino geopolitico cupo
         e  stringente:  l'istituzione  della  Zona  d'operazioni  del  Litorale  adriatico
         (Adriatisches Küstenland). Sotto il controllo diretto del Gauleiter Friedrich
         Rainer, la città perse ogni parvenza di sovranità italiana, trasformandosi in
         un prolungamento strategico e militare del Terzo Reich. Per i civili triestini,
         una  delle  prime,  feroci  manifestazioni  del  nuovo  ordine  totalitario  fu
         l’imposizione del silenzio radio assoluto.

            ACHTUNG! -- ORDINE DEL COMANDO MILITARE TEDESCO
            È VIETATA OGNI ATTIVITÀ DI TRASMISSIONE E ASCOLTO RADIO
                NON AUTORIZZATA. I TRASMETTITORI DEVONO ESSERE
             CONSEGNATI IMMEDIATAMENTE. I TRASGRESSORI SARANNO
                SOTTOPOSTI A TRIBUNALE MILITARE CON L'ACCUSA DI
               SPIONAGGIO E SABOTAGGIO. PENA PREVISTA: LA MORTE.


             Il possesso di un oscillatore, di un  quarzo o di un semplice  ricevitore
         commerciale modificato per le onde corte si trasformò, da un giorno all'altro,
         in un biglietto di sola andata per la Risiera di San Sabba o per i campi di
         concentramento in Germania. La radio non era più un mezzo di svago o di
         studio scientifico; era considerata un’arma bellica di distruzione di massa
         informativa.

             I  decreti  di  Rainer  non  si  limitavano  a  colpire  chi  possedeva  un
         trasmettitore, ma miravano a decapitare qualsiasi fonte di informazione non
         controllata dal Reich. I tedeschi diedero il via a una requisizione sistematica
         dei modelli di radio civili più diffusi nelle case triestine dell'epoca. Venivano
         cercati soprattutto i celebri apparecchi della serie Radiorurale e i popolari
         Radio Balilla, ma anche i prestigiosi e costosi ricevitori domestici a valvole di
         produzione  italiana  o  mitteleuropea  come  i  PhonoPratallo,  i  Minerva,  i
         Telefunken e i modelli Marelli (come il famoso Marelli Fido). Questi apparati
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