Page 14 - Microsoft Word - Il_Grande_Silenzio_e_l_Alba_dell_Etere (4).docx
P. 14
CAPITOLO 3: La Ricostituzione Civile e il
Quadro Associativo (1945–1946)
Il contesto del TLT e l'impossibilità legale dell'ARI
nazionale nella Zona A
I l 12 giugno 1945, con l'insediamento del Governo Militare Alleato nella
Zona A, divenne chiaro che Trieste stava scivolando in un limbo
internazionale senza precedenti. Con la successiva istituzione del
Territorio Libero di Trieste (TLT), si creò un insormontabile ostacolo
giuridico per la gestione centralizzata delle telecomunicazioni amatoriali. Le
associazioni nazionali italiane, aventi sede a Milano o Roma, non potevano
operare legalmente né rilasciare licenze sotto l'amministrazione militare
anglo-americana. Nonostante la città respirasse un'aria di relativa libertà
rispetto al recente passato totalitario, il divieto assoluto di trasmissione
radiofonica e radiantistica per i civili restava blindato dalle leggi marziali.
Tuttavia, l'instancabile spirito dei radianti triestini non poteva più essere
contenuto: se l'etere era ancora sbarrato, l'associazionismo poteva
finalmente uscire dalla totale clandestinità.
Il "Gruppo Radianti Triestini" e la centralizzazione delle
licenze civili
La risposta iniziale della comunità locale si strutturò il 10 dicembre 1945,
con la riunione formale per rifondare la Sezione storica triestina dell'ARI.
Alla guida dell'associazione venne eletto Walter Horn, titolare del
nominativo I1MK. Su invito esplicito delle stesse autorità alleate del GMA,
che necessitavano di un interlocutore centralizzato per censire i radianti
della Zona A, la sezione storica istituì il "Gruppo Radianti Triestini".
L'immediato obiettivo della dirigenza guidata da I1MK fu la presa in carico
delle pratiche burocratiche per il deposito dei documenti dei radioamatori
triestini, ottenendo il 16 ottobre 1946 dal Ministero delle Poste di Roma il
riconoscimento ufficiale di un primo nucleo di 9 radioamatori storici locali,
mantenendo un saldo legame con l'ordinamento nazionale.
14

