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Gli uffici delle Telecomunicazioni del GMA e i caffè storici
di Piazza Oberdan
La vita quotidiana dei radioamatori si snodava attraverso luoghi fisici ben
precisi. Il punto di passaggio obbligato era l'Ufficio delle
Telecomunicazioni del GMA, luogo di confronto quotidiano e di tensioni
burocratiche tra i delegati delle associazioni per il deposito e il ritiro dei
rinnovi mensili delle licenze da 30 giorni. Poco distante, l'aggregazione
spontanea di tecnici, ingegneri e appassionati avveniva a Piazza Oberdan
e nei caffè storici circostanti, proprio attorno al civico 5 dove operava
l’ERT (Ente Radio Trieste) sotto il controllo alleato. Qui ci si scambiava
informazioni sulle ore di apertura dei depositi surplus e sulle attività
d'ascolto.
I mercati del surplus: la riconversione di BC-348, BC-
191/375, BC-603/604 e Mw.C.
In mancanza di un mercato commerciale civile, i mercati del surplus
militare di Campo Marzio e le bancarelle attorno alla Stazione
Centrale diventarono i centri nevralgici di approvvigionamento
tecnologico. I radioamatori acquistavano o barattavano i residuati
bellici lasciati dai reparti TRUST e BETFOR. L'aggregazione
spontanea di tecnici, ingegneri e appassionati avveniva a Piazza
Oberdan e nei caffè storici circostanti, proprio attorno al civico 5
dove operava l’ERT (Ente Radio Trieste) sotto il controllo alleato.
Qui ci si scambiava informazioni sulle ore di apertura dei depositi e
sulle complesse modifiche circuitali necessarie a riconvertire questi
colossi di ferro e bachelite in stazioni radioamatoriali private stabili
sulle bande dei 20, 40 e 80 metri. I pezzi più ricercati presentavano
caratteristiche ingegneristiche formidabili:
Il Ricevitore Aeronautico BC-348: Progettato per i bombardieri
americani, era un ricevitore supereterodina a 8 valvole (tra cui i
famosi pentodi metallici 6K7 e 6J7) con una stabilità meccanica
leggendaria. Copriva le frequenze da 200 a 500 kHz e da 1,5 a 18
MHz. La sfida principale per gli OM triestini era l'alimentazione:
nato per funzionare a 28 Volt in corrente continua tramite un
rumoroso dinamotore interno (DM-28), veniva interamente
smontato. I radianti eliminavano il dinamotore e, nello spazio vuoto
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