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rimasto  nello  chassis,  costruivano  a  mano  un  alimentatore  a
                 corrente alternata (110V o 220V) utilizzando valvole raddrizzatrici
                 come  la  5Y3  o  la  5U4G,  riavvolgendo  pazientemente  i
                 trasformatori.

                I  Trasmettitori  BC-191  e  BC-375:  Erano  i  colossi  della
                 trasmissione  aeronautica  e  veicolare  dell'esercito  statunitense.  Il
                 BC-191 (alimentato a 12V) e il BC-375 (alimentato a 24V) erano
                 celebri per il sistema a "cassetti intercambiabili" (Tuning Units) che
                 permetteva di coprire diverse fette di frequenza da 200 kHz fino a
                 12,5 MHz. Montavano valvole di enorme potenza per l'epoca: una
                 10Y come l’oscillatrice master (MOPA) e una coppia di trionfali 211
                 (note anche come VT-4-C) nello stadio finale d'amplificazione e nel
                 modulatore, capaci di erogare oltre 100 Watt di portante pura. Gli
                 operatori  dell'ARAT  e  del  Gruppo  Radianti  li  modificavano
                 radicalmente  per centrare  le bande  amatoriali  dei 40 e 80 metri,
                 sostituendo  i  complessi  sistemi  di  alimentazione  originali  con
                 pesanti   trasformatori   d'alta   tensione   fatti   in   casa.

                I  Complessi  per  Carri  Armati  BC-603  e  BC-604:  Erano  i
                 pilastri  delle  comunicazioni  tattiche  della  serie  SCR-508/528
                 montati  sui  carri  armati  americani  Sherman.  Il  BC-603  era  il
                 ricevitore  e  il  BC-604  era  il  rispettivo  trasmettitore.  La  loro
                 particolarità  tecnica  risiedeva  nella  modalità  di  emissione:
                 lavoravano esclusivamente in Modulazione di Frequenza (FM)
                 su una banda che spaziava dai 20.0 MHz ai 27.9 MHz, utilizzando
                 un  sistema  di  sintonia  meccanica a  pulsanti  preimpostati  tramite
                 cristalli di quarzo (montavano valvole tipo 1619 nello stadio finale).
                 Per i radioamatori civili triestini, questi apparati rappresentarono
                 una miniera d'oro di pezzi di ricambio: non potendo usare la FM
                 sulle  bande  decametriche  classiche,  i  complessi  venivano
                 interamente  cannibalizzati  per  recuperare  i  preziosissimi
                 condensatori variabili schermati, le bobine ad alto Q, i supporti in
                 ceramica  e  i  commutatori  ceramici  a  più  vie,  componenti
                 fondamentali  per  poter  assemblare  da  zero  i  propri  trasmettitori
                 telegrafici (CW) casalinghi operanti sui 14 MHz.


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