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PROLOGO: Il silenzio On-Air
Dit-dit-dah-dit. Dit-dah. Dah-dit-dit.
I
l ticchettio del tasto telegrafico misurava il buio al
terzo piano di via Ireneo della Croce numero 5. Nella
penombra della stanza, le valvole termoioniche della
ricetrasmittente Type 3 Mk. II emanavano un bagliore
arancione, scaldando l'aria con un odore pungente di
bachelite e ozono. Le dita di Enzo Barzellato si muovevano
sul metallo con una cadenza ipnotica. Sotto i suoi
polpastrelli, le parole diventavano sequenze di cinque
cifre, scomparendo nell'etere dirette a Brindisi.
Accanto a lui, il capitano Valentino Molina fissava le
lancette dell'orologio da taschino. Quaranta secondi alla
fine. Cinque minuti On-Air. Superare quel limite
significava consegnarsi ai furgoni goniometrici delle SS,
che in quelle ore stavano setacciando il quartiere attorno
alla fabbrica di birra Dreher. I rimbalzi metallici dei
capannoni industriali erano l'unico scudo rimasto a
confondere i rilevatori tedeschi.
Nell'angolo più buio, Clementina Tosi stringeva un
rosario di legno tra le dita consumate. A sessant'anni, con
il respiro corto di chi convive con una salute fragile, la
vedova Pagani vigilava sul silenzio della casa. Accanto
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