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NOTA BIOGRAFICA DELL'AUTORE
Luigi "Gigi" Popovič è nato alla fine degli anni '40 a Malchina, nel
territorio del comune di Duino-Aurisina, nel cuore del Carso triestino.
Cresciuto respirando le storie di confine e la libertà degli spazi aperti tra i
piccoli paesi di Ceroglie e Malchina, ha sviluppato fin da bambino un legame
indissolubile con le rocce e il vento della sua terra.
Il suo percorso professionale lo ha portato a legare la propria vita a Trieste
e al suo porto, consolidando tre generazioni di tradizione familiare dedite al
lavoro sul mare. Ha iniziato la sua carriera sul campo come manutentore
delle gru elettriche, le grandi strutture d'acciaio destinate al carico e scarico
delle merci. Grazie alla dedizione e all'esperienza maturata sui moli, è
diventato successivamente Capo Turno, un ruolo di massima responsabilità
che lo vedeva coordinare la sicurezza energetica dello scalo ed eseguire le
delicate manovre di media e alta tensione nelle centrali elettriche principali e
nelle cabine di trasformazione del porto, inclusa quella della Stazione
Marittima, intervenendo soprattutto durante le manutenzioni o nelle
emergenze causate dai temporali.
Uomo dalle molteplici passioni e dal profondo spirito di solidarietà, Luigi
Popovič ha dedicato gran parte del suo tempo libero al servizio della
comunità. Da moltissimi anni è un appassionato radioamatore con il
nominativo internazionale IV3KAS, una passione che unisce la tecnica
alla capacità di connettere mondi lontani. Il suo impegno civile si è tradotto
in una lunga attività come volontario della Protezione Civile, dove ha
operato in prima linea durante importanti emergenze nazionali, ricevendo
encomi ufficiali per i suoi interventi in soccorso delle popolazioni colpite da
terremoti e alluvioni.
Accanto all'impegno sociale, ha coltivato un profondo amore per la
montagna e lo sport, ricoprendo per anni ruoli dirigenziali di rilievo
all'interno della F.I.S.I. (Federazione Italiana Sport Invernali) della
regione Friuli Venezia Giulia.
Con I ragazzi della pietra e della bora, la sua prima raccolta di memorie
autobiografiche, Popovič sveste i panni del professionista e del volontario
per riscoprire quelli del bambino con i sandali consumati. Ci regala così una
testimonianza preziosa, un atto d’amore verso la propria famiglia e verso
quel Carso che lo ha visto nascere e che continua a ispirarlo ogni giorno.
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