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aperto condotti di propagazione straordinari,
permettendo contatti insperati in VHF.
5.3 I giganti invisibili: la battaglia contro la
radiofrequenza locale
La pianificazione teorica di un parco antenne deve fare i conti,
prima o poi, con la dura realtà elettromagnetica del territorio.
E il colle di Gretta, dal punto di vista della radiofrequenza, si
rivelò fin dal debutto dell'anno 2000 un vero e proprio "campo
di battaglia".
Durante l'installazione della prima storica edizione, i soci si
dedicarono alla delicata messa a punto delle antenne filari.
Per tararle alla perfezione e farle risuonare sulle frequenze di
lavoro, l'équipe tecnica sfoderò lo strumento più moderno a
disposizione: un sofisticato analizzatore d'antenna MFJ-269.
Tuttavia, non appena lo strumento venne collegato ai cavi,
accadde l'inspiegabile: l'analizzatore impazzì letteralmente.
Le lancette andavano a fondo scala su qualsiasi banda,
restituendo valori assurdi. La stessa identica sorte toccò a
tutte le altre antenne montate. Lo scoraggiamento e la
delusione iniziarono a farsi strada tra i presenti, incapaci di
trovare una spiegazione logica a quel blocco totale.
A un certo punto, nel pieno della disperazione generale, uno
degli operatori presenti propose una soluzione tanto
semplice quanto spiazzante, esclamando nel nostro dialetto
triestino:
"Ma muli, perché non provemo col solito rosmetro, come
gavemo fato sempre?!"
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