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Tradotto per i non triestini: “Ragazzi, perché non proviamo
con il solito rosmetro, come abbiamo fatto sempre?!”
Alimentati più dalla rassegnazione che dalla convinzione, i
soci seguirono quell'”ideona" suggerita a caso: scollegarono il
moderno analizzatore e inserirono in linea un tradizionale e
vecchio rosmetro analogico. Miracolosamente, il problema fu
risolto nella maniera più tradizionale ed efficiente possibile,
permettendo di accordare le antenne e iniziare finalmente le
trasmissioni.
Solo in seguito venne isolata la vera causa di quel fenomeno.
A circa 1.300 metri in linea d'aria dal faro, sul colle di Monte
Radio, svettavano i potenti impianti di trasmissione della RAI.
Le sue due imponenti antenne irradiavano ben 20 kW di
potenza sulle frequenze delle storiche Onde Medie, in seguito
ridotti a 10 kW nel maggio del 2004.
Una simile quantità di radiofrequenza investiva il Faro della
Vittoria, saturando i circuiti integrati del sensibilissimo
analizzatore elettronico MFJ e mandandolo in blocco. Il
vecchio rosmetro analogico, privo di elettronica complessa,
ignorava invece quella massiccia induzione esterna, leggendo
solo la reale potenza riflessa della nostra radio.
Quella micidiale vicinanza con i 20 kW della RAI non accecava
solo gli strumenti, ma metteva a dura prova anche i nostri
ricevitori. Pur essendo radio eccellenti e molto sensibili, i
nostri apparati subivano forti interferenze e fenomeni di
intermodulazione che, in molte occasioni, finivano per coprire
i segnali più deboli dei corrispondenti che ci chiamavano da
lontano, rendendoli del tutto inascoltabili. Per fortuna, questo
problema è stato risolto... a monte: nel 2011 il traliccio
principale di Monte Radio è stato definitivamente abbattuto,
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