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Avere un trasmettitore continuo a pochi passi dalle nostre
radio significava convivere con un costante rumore di fondo.
Anche in questo caso, il progresso tecnologico ci ha dato una
mano: dopo il primo decennio del 2000, i vecchi sistemi a
onde lunghe sono stati superati dalle moderne tecnologie
satellitari e il radiofaro è stato definitivamente dismesso.
Oggi, l'alto del Faro della Vittoria è un luogo decisamente più
silenzioso e ospitale per i nostri apparati, ma il ricordo di quella
prima "battaglia" contro i giganti invisibili della
radiofrequenza resta una delle pagine tecniche più
memorabili e divertenti della nostra storia.
5.4 L'evoluzione digitale: il fascino di RTTY e PSK
Oggi l'etere è dominato da protocolli digitali automatizzati di
ultima generazione come l'FT8 e l'FT4, evoluzione diretta di
sistemi per segnali deboli quali il JT65, il JT9 o l'FT2. Si tratta
di sistemi sofisticati in cui il computer decodifica segnali quasi
invisibili al di sotto del rumore di fondo, richiedendo un
intervento minimo da parte dell'operatore.
Nel 2000, all'alba della nostra avventura, l'orizzonte era
radicalmente diverso. Per fare attività digitale ci bastavano la
gloriosa e ritmica RTTY (Radio Teletype, o radiotelescrivente),
con il suo caratteristico suono bitonale, e il rivoluzionario
PSK31 (che avrebbe poi aperto la strada alle varianti PSK63 e
PSK125). Non c'erano le connessioni internet stabili a cui
siamo abituati oggi, e i problemi di interfacciamento tra i
vecchi computer e le radio erano all'ordine del giorno.
Eppure, ci si divertiva moltissimo, forse con un'intensità
ancora maggiore. Vedere comparire le stringhe di testo sullo
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