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Il rilascio di questo ambito attestato internazionale fu reso possibile proprio
grazie alla stabilità istituzionale e al peso diplomatico offerti dalla presidenza
del Major Carragher, il quale riuscì a vincere le fitte resistenze burocratiche
internazionali, permettendo all'ARAT di conferire un titolo ufficiale di merito
ai radioamatori mondiali che collegavano un numero stabilito di stazioni nel
territorio del TLT.
Il Memorandum di Londra e lo smantellamento logistico
alleato
La firma del Memorandum di Londra del 5 ottobre 1954 e il definitivo ritorno
di Trieste sotto l'amministrazione civile italiana l'ottobre successivo
segnarono il naturale compimento di questa eccezionale stagione. Con la
cessazione del Governo Militare Alleato, il rigido castello burocratico eretto
nella Zona A crollò in poche ore: decadde immediatamente il regime delle
licenze provvisorie da 30 giorni e la legittimità d'uso dei prefissi militari
speciali britannici (MF2), americani (XA) e di sicurezza (AG). La totale
sovranità dello spettro elettromagnetico e delle telecomunicazioni giuliane
passò sotto la diretta giurisdizione del Ministero delle Poste e delle
Telecomunicazioni della Repubblica Italiana.
La notte del 25-26 ottobre: il blackout di TRUST e BETFOR
Il culmine di questa transizione epocale si consumò nella drammatica e
indimenticabile notte tra il 25 e il 26 ottobre 1954. Nelle ore che precedettero
l'alba, l'etere di Trieste visse una metamorfosi improvvisa. Le storiche
stazioni militari americane del contingente TRUST (XA) e quelle britanniche
del BETFOR (MF2), che per sette anni avevano dominato le bande
decametriche con i loro segnali puliti e la loro logistica illimitata, smisero
improvvisamente di trasmettere. Nelle caserme di San Giovanni, di Villa
Opicina e nei presidi del porto, gli operatori in divisa spensero
definitivamente i filamenti delle loro radio, staccarono i manipolatori
telegrafici e iniziarono a smantellare le grandi antenne filari che avevano
solcato il cielo triestino. I pesanti trasmettitori e i ricevitori vennero imballati
nelle casse di legno, caricati sui camion e sulle navi pronte a salpare. Nelle
cuffie dei radioamatori locali, le frequenze per anni familiari e sature di
traffico anglo-americano diventarono di colpo vuote, avvolte da un silenzio
irreale, rotto solo dal sommesso fruscio statico proveniente dal mare.
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