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CAPITOLO 6: L’irruzione (La chiusura del cerchio)
            I
                 l mattino del 29 aprile 1944, il destino bussò alla porta

                 di via Ireneo  della Croce n. 5 con la violenza di un
                 calcio d'ordinanza.

            Erano  circa  le  undici  quando  un  silenzio  innaturale
            avvolse il terzo piano. Fuori, i motori di due camionette

            delle  SS  si  erano  spenti  a  ridosso  dei  capannoni  della
            Dreher.  Pochi  secondi  dopo,  le  scale  del  condominio

            rimbombarono del passo cadenzato e pesante dei soldati
            tedeschi  e  degli  agenti  dell'Ispettorato  speciale,  guidati
            dalle  indicazioni precise  dei delatori del  Gruppo Baldo.
            Non c'era più bisogno di furgoni goniometrici: l'infamia

            umana aveva consegnato le coordinate esatte.

            Nell'appartamento  la  reazione  fu  immediata,  dettata  da
            mesi di addestramento alla paura.


            «Sono  qui»,  gridò  il  capitano  Molina,  sguainando  la
            Beretta mentre sbarrava l'ingresso della camera.


            Enzo  Barzellato  si  avventò  sulla  trasmittente  con  gesti
            febbrili.  Non  c’era  tempo  per  richiudere  il  tavolino  a
            doppio fondo.  Scollegò  i  cavi  di  alimentazione  con  uno
            strappo, afferrò il corpo metallico della Type 3 Mk. II e,

            spalancata la finestra della veranda, la spinse nel vuoto. La


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