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CAPITOLO 5: Il Gruppo Baldo (L’ombra del
tradimento)
L la sofisticata tecnologia della
addove
radiogoniometria tedesca sbatteva contro i muri di
via Ireneo della Croce e i rimbalzi metallici della
fabbrica Dreher, i nazisti decisero di sfoderare l'arma più
antica e letale della guerra sotterranea: l'infamia della
delazione.
A Trieste, la sezione locale della Polizia di Sicurezza
tedesca e l'Ispettorato Speciale di Pubblica Sicurezza della
Banda Collotti contavano su una rete sotterranea di
informatori prezzolati. Tra questi nuclei spiccava il
cosiddetto "Gruppo Baldo", una cellula di spie e infiltrati
collaborazionisti italiani che rispondeva direttamente agli
ordini delle SS. Uomini e donne senza scrupoli, capaci di
muoversi negli ambienti della Resistenza per raccogliere
confidenze, mappare i movimenti dei patrioti e scambiare
quelle vite con taglie in denaro elargite dai comandi di
piazza Oberdan.
La Missione Molina, pur protetta dalle rigide regole di
compartimentazione militare e dalle schermature
d'emergenza della stanza, scontava un isolamento
profondo. Il capitano Valentino Molina faceva fatica a
stabilire canali di comunicazione ufficiali con i vertici del
CLN di Trieste. Per muovere le informazioni, raccogliere
viveri e trovare il supporto logistico necessario a
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