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Clementina Tosi vennero spinti nelle celle della Risiera di
San Sabba. Gli interrogatori iniziarono immediatamente.
I tedeschi volevano i codici radio e i nomi dei contatti del
SIM nel Sud Italia, ma si scontrarono con un muro di
eroico silenzio. Nessuno parlò. La condanna fu
immediata, emessa senza l'ombra di un processo.
Secondo le ricostruzioni storiche, i quattro protagonisti
vennero giustiziati all'interno del campo il 21 settembre
1944 dopo alcuni mesi successivi alla loro cattura,
probabilmente tramite un colpo alla nuca o un colpo di
mazza, e i loro corpi vennero bruciati nel grande camino
che sputava fumo nero sui cieli di Trieste.
La staffetta Lidia Famà-Ullio subì un destino diverso: non
venne eliminata subito, ma fu caricata su uno dei
famigerati vagoni piombati diretti in Germania.
Destinazione Auschwitz. Lidia affrontò l'inferno del lager
e, miracolosamente, riuscì a sopravvivere. A guerra finita,
tornò a Trieste portando sul braccio il numero tatuato e
nella mente i ricordi nitidi della Missione Molina,
diventando una testimone chiave per ricostruire
l'accaduto e squarciare il velo sui delatori del Gruppo
Baldo.
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