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muovendosi costantemente sul territorio per esercitazioni di difesa
            e pattugliamenti di routine.

            I  pomeriggi  d'estate  avevano  tutti  lo  stesso  suono:  il  battito
            metallico, pesante e ritmico dei motori americani. Non appena il
            rombo delle Jeep Willys, dei camion telati e dei pesanti carri armati
            del TRUST faceva vibrare i muretti a secco, in paese scattava una
            molla invisibile. Lasciavamo il pallone di cuoio sfilacciato in mezzo
            al prato e partivamo in quarta insieme a tutti i compagni del paese.
            Correvamo  a  perdifiato,  scalzi  o  con  i  sandali  consumati,
            inseguendo  quei  giganti  di  ferro.  Avevamo  la  gola  secca  per  la
            polvere, ma gridavamo a squarciagola verso i soldati appollaiati sui
            mezzi: «John! Cioccolata! Chewing gum!»



























            I soldati americani, con i loro grandi sorrisi, la pelle abbronzata e
            le  divise  impeccabili,  ridevano  della  nostra  foga.  Erano  ragazzi


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