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Capitolo 8: Le matinée alla Stazione Marittima
            S
                   e le domeniche di sole d'inizio autunno o di primavera ci
                   spingevano verso i coriacei campi di calcio di San Giovanni,
                   l'inverno carsolino – con il suo carico di gelo e le sferzate di
            bora che ripulivano il cielo – ci portava a cercare rifugio verso il
            mare. La nostra meta diventava allora la Stazione Marittima, per le
            attesissime matinée domenicali.

            Per  raggiungere  quel  tempio  delle  meraviglie  dalla  Stazione
            Centrale, la scelta più comoda e abituale sarebbe stata quella di
            salire a bordo del tram numero 8, la storica linea che costeggiava
            i  moli  portando  i  passeggeri  direttamente  a  destinazione.  Ma
            quando la domenica regalava una luce tersa, limpida e scaldata da
            un sole generoso, io e papà Roberto decidevamo di rinunciare alle
            rotaie.  Snobbavamo  il  tram  e  sceglievamo  di  andare  a  piedi,
            lasciandoci guidare esclusivamente dal richiamo del mare.

            Camminavamo lungo le Rive, passando per prima cosa davanti alla
            mole dell'ex Idroscalo, un luogo che a quel tempo conservava
            intatto tutto il fascino dei vecchi idrovolanti commerciali che un
            tempo collegavano Trieste al resto dell'Adriatico. Proprio superato
            quel grande edificio monumentale, la strada sembrava aprirsi e si
            iniziava a sentire, improvviso e avvolgente, quel profumo forte,
            pungente e vivo di salsedine che risaliva dall'acqua.











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